Arriva la patente a punti per le aziende edili

Pubblicato il 30 novembre 2011

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Il 28 luglio 2011 è stata istituita una patente a punte per chi, sia esso un lavoratore autonomo o un’impresa, opera nel comparto edile o chi voglia entrarvi. Tale patente, le cui linee guida sono già state stilate, sarà reale solo dopo un decreto ministeriale che recepisca l’accordo tra le parti sociali.

Come funziona in breve la patente a punti per le imprese edili e affini.
Ogni impresa o lavoratore autonomo avrà alla partenza un certo numero di punti in relazione ai lavoratori occupati nell’attività. Ad esempio: un lavoratore autonomo avrà 25 punti, un’impresa con 1 - 5 dipendenti 35, da 16 a 50 dipendenti 45 punti etc… A tali punti ogni anno ne saranno sommati altri qualora l’azienda abbia rispettato tutti i parametri indicati. Anche per quest’ultimo punteggio varrà il criterio del numero dei dipendenti. Lo scopo principale della patente a punti non è quello di far vedere quali aziende abbiano più punti, bensì di sanzionare apertamente chi si comporta in modo non conforme. Una tabella definisce i casi e il numero di punteggio decurtato all’impresa per ogni violazione indicata. Tra le violazioni indicate vi sono: la mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro la caduta dall’alto; la mancata elaborazione del piano d’emergenza e evacuazione;  l’impiego sul luogo di lavoro di un lavoratore non risultante dalla documentazione obbligatoria. Una volta terminati i punti a disposizione vi sarà la revoca della patente. L’attribuzione, la decurtazione e l’eliminazione totale dei punti saranno affidati ad un ufficio tecnico appositamente istituito.
I punti in possesso di ogni impresa saranno scritti sul DURC.